Stati uniti – On the Road negli Stati Uniti del sud

On the road negli USA del sud

 

 

Un viaggio da sola, on the road sulle strade degli USA del sud. Era da tanto che avevo questo sogno, e questo autunno l’ho realizzato. Non è la prima volta che viaggio negli Stati Uniti, ma è stata la mia prima volta negli stati del sud, ed è tutta un’altra America. Sono stata molte volte a Chicago e New York, sono stata sulla costa ovest e nel nord est, ma il sud è completamente diverso. E non parlo solo del clima o dei paesaggi: il ritmo è più lento, le persone sono più accoglienti e gentili – la famosa gentilezza del sud non è solo un luogo comune – e ci sono tradizioni e forti identità locali che rendono gli Stati del sud-est un’esperienza di viaggio unica e completamente diversa dalle altre che si possono fare in altre parti dell’America.

 

Il mio on the road negli USA del sud è durato 3 settimane, nel mese di novembre. L’autunno si è rivelato un periodo perfetto per viaggiare: sia perché è lontano dall’alta stagione turistica, sia per il clima, che è stato piacevolmente tiepido per quasi tutto il viaggio, con temperature tra i 15 e i 25 gradi. In estate il clima è molto caldo e umido, mentre in inverno è freddo, ma raramente scende sotto lo zero.

 

Itinerario on the road negli Usa del sud

Il viaggio è iniziato ed è finito ad Atlanta, una città perfetta come punto di partenza di arrivo per un on the road. L’aeroporto Hartsfield-Jackson è il primo al mondo per numero di passeggeri, ed è facile trovare voli per questa destinazione. Io sono arrivata e ripartita dall’aeroporto di Atlanta con voli British Airways da Roma Fiumicino, facendo uno scalo a Londra. Ho poi raggiunto la città in circa mezz’ora con i trasporti pubblici MARTA, che collegano in modo efficiente e capillare tutte le zone della città.

 

Ho dedicato i primi due giorni alla visita di Atlanta, una città ricca di luoghi storici legati alla figura di Martin Luther King, e di musei di ogni tipo. Dal World of Coca Cola, dedicato alla bibita più famosa del mondo che è nata proprio ad Atlanta, al National civil Rights Museum. C’è anche un famoso acquario e si può visitare la CNN Tower, dove vengono trasmessi i programmi del famoso canale TV americano.

Il terzo giorno ho noleggiato una macchina e ho cominciato il vero viaggio on the road: mi sono spostata verso est, in direzione di Charleston, South Carolina. Ma prima ho fatto una tappa intermedia nella piccola cittadina di Milledgeville. L’antica capitale della Georgia è rimasta intatta dai tempi precedenti alla guerra civile, e con un tour su un vecchio tram sono andata alla scoperta del Vecchio Capitolo di Stato, della casa del Governatore e di altre eleganti mansions tipiche del sud dove ancora si respira la stessa atmosfera di Via col Vento.

 

Charleston è una città unica: con le sue casette con i portici in ferro battuto, le strade ombreggiate da grandi querce, il porto e l’atmosfera bohemien, ha un fascino molto europeo. Passeggiando per le sue stradine acciottolate sembra di fare un salto nel passato. E il passato di Charleston è legato alla schiavitù e alla guerra civile che ha portato alla sua abolizione: l’Old Slave Mart è l’unico mercato di schiavi rimasto negli Stati Uniti del sud, e oggi è un museo che racconta questa parte dolorosa della storia, per non dimenticarla.

 

Un fascino simile ce l’ha anche Savannah, la mia tappa successiva. Un’altra città sull’acqua, sul grande fiume lungo il quale si snoda una bella strada dove passeggiare, guardare le barche passare, fare shopping o assaggiare la cucina locale, a base di crostacei e frutti di mare freschi. Anche a Savannah abbondano le tracce di una storia lunga e importante: vecchie e sontuose mansions, piazze giardino dal fascino europeo, antichi cimiteri pieni di leggende e luoghi cruciali della guerra civile si incontrano ovunque nel centro cittadino.

 

Poi ho lasciato la costa e guidando verso sud est ho raggiunto Macon, Georgia, per una breve tappa dedicata alla musica. Macon è infatti la città degli Allman Brothers, di Little Richard e di Otis Redding. C’è anche un importante museo dedicato all’arte e alla cultura afroamericana, il Tubman Museum.

 

Ho proseguito con una tappa di due giorni a Montgomery, la capitale dell’Alabama e uno dei luoghi chiave del movimento per i diritti civii. Da non perdere il Rosa Parks Museum e la Dexter Avenue Baptist Church, dove lavorò Martin Luther King. La cittadina successiva era il naturale completamento di Montgomery: Selma, Alabama, un’altra importante tappa nel percorso alla scoperta del movimento per i diritti civili.

 

Poi ho raggiunto Nashville percorrendo la Natchez Trace, una bella strada panoramica che attraversa foreste e aree protette tra l’Alabama e il Tennessee. A Nashville ho passato tre giorni dedicati alla musica e allo shopping. È la capitale della musica country, e la si ascolta davvero ovunque. Ma l’esperienza da non perdere è una serata negli Honky Tonk di Broadway, i bar dove si suona musica dal vivo dalla mattina fino a tarda notte, dove bere birra, ballare e fare nuove conoscenze. Il country a Nashville vuol dire anche Johnny Cash, celebrato in un museo, così come Patsy Cline. Gli appassionati del genere poi non devono perdersi la Country Music Hall of Fame, un grande museo dedicato alla storia e alle celebrità della country music americana.

 

Infine sono tornata ad Atlanta per riportare la macchina a noleggio, riposarmi per una giornata e poi ripartire verso casa dall’aeroporto Hartsfield-Jackson. È stato un lungo viaggio, molto intenso e pieno di scoperte. Il sud degli USA è una zona con una lunga storia, tradizioni e contrasti: ci sono grandi città e piccole cittadine di campagna ricche di fascino, i profumi della cucina del sud e i paesesaggi fatti di campi di cotone, foreste e paludi costiere. Se penso che quello che ho visto in questo viaggio è solo una parte di quello che gli Stati Uniti hanno da offrire, non vedo l’ora di scoprire il resto.

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