Le Everglades sono una ecoregione paludosa subtropicale, situata nella porzione meridionale dello stato della Florida.

Oggi gran parte delle Everglades, sono state sacrificate a favore dell’agricoltura e ciò che rimane libero da interferenza umana viene protetto da un parco nazionale che fa parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO e da aree di conservazione delle acque, ancora usate come fonte idrica per grandi città di quella zona come ad esempio Miami.

Il Kissimmee è un fiume che scorre da Taylor Creek, Nubbin Slough e Fisheating Creek e si scarica nel vasto (1.890 km²) e poco profondo (3 metri) Lago Okeechobee.

L’acqua che poi lascia il Lago Okeechobee nella stagione umida forma le Everglades, grazie ad un’inondazione annuale, poco profonda e dal movimento lento, che può arrivare fino a 65 km di larghezza e ad oltre 160 di lunghezza, che scorre verso sud attraverso una piattaforma calcarea all’estremità meridionale dello stato.

Per gran parte della sua storia, una esplorazione accurata delle Everglades fu resa impossibile dalla folta crescita della saw grass (lett. Erba sega), una pianta con foglie dal bordo seghettato e tagliente.

Il primo europeo che penetrò nella regione fu Hernando de Escalante Fontaneda, uno spagnolo che nel 1549 venne fatto prigioniero da un capo indiano.

Successivamente tra il 1841 e il 1856 diverse spedizioni delle forze armate degli Stati Uniti si inoltrarono nelle Everglades per scacciare dall’area proprio la tribù degli indiani Seminole, che vi aveva trovato rifugio.

A fine ottocento, il governo americano portò avanti dei progetti volti alla bonifica di questo territorio e nel 1905 una piccola area venne effettivamente resa fertile e adatta in particolare alla coltivazione della canna da zucchero, delle arance e della verdura da orto.

L’habitat più caratteristico delle Everglades sono le già citate paludi di “erba-sega”, mentre le acque più profonde degli stagni sono ricche di diverse specie di ninfee e piante carnivore.

Un altro elemento caratteristico delle Everglades sono i cosiddetti hammocks, ovvero piccoli isolotti calcarei, i più grandi dei quali sono estesi sino a 40 km², che si ergono da 1 a 3 m sul livello dell’acqua e ricoperti da una fitta vegetazione tropicale, in cui vivono piccoli mammiferi, rettili e anfibi.

Invece nelle aree estuarine, in cui le acque dolci dell’Okeechobee si mischiano con le acque salate dell’oceano, è presente una densa comunità di mangrovie di vario tipo.

Infine vi sono tantissime specie vegetali introdotte dall’uomo, che sono riuscite ad espandersi molto velocemente e a soppiantare alcune specie autoctone.

L’ecoregione ospita anche una notevole biodiversità animale, tra cui l’alligatore del Mississippi, il caimano dagli occhiali, il coccodrillo americano, la pantera della Florida, il cervo dalla coda bianca, la lince rossa, il procione, la volpe grigia e la lontra di fiume nordamericana.

Per non parlare delle oltre 360 specie diverse di uccelli che qui nidificano, come l’ibis bianco, la cicogna americana, l’airone azzurro e diversi rapaci come l’aquila calva, il nibbio, la poiana e l’avvoltoio collorosso.

Anche per quanto riguarda gli animali, alcuni di essi sono stati introdotti qui, dalle aree urbane circostanti e sono riusciti in breve tempo ad adattarsi e a competere per il cibo e lo spazio con gli animali nativi.

Tra queste specie aliene, va citato il pitone birmano, originario dell’Asia meridionale, che può raggiungere anche i 6 metri di lunghezza e rilasciato nelle Everglades da qualche incauto collezionista.

La loro diffusione purtroppo rappresenta una seria minaccia per l’intero ecosistema e a farne le spese, sono non solo le diverse specie autoctone di mammiferi e uccelli, ma anche predatori primari come l’alligatore del Mississippi.

Inoltre anche il gatto, sia domestico che selvatico, sta minacciando la sopravvivenza di molte specie, quali il topo delle dune e del cotone, senza contare il fatto che possono essere vettori di malattie come la rabbia, che possono trasmettere ad altri felini tra cui la lince e la pantera della Florida.

Da visitare!

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