L’Empire State Building è un grattacielo in stile art déco della città di New York, situato nel quartiere Midtown del distretto di Manhattan, all’angolo tra la Fifth Avenue e la West 34th Street.

L’edificio, che si erge su 103 piani ed ha un’altezza complessiva di 443,2 metri, ogni anno è meta turistica di oltre tre milioni di visitatori che affollano la terrazza panoramica dell’ottantaseiesimo piano e l’osservatorio al centoduesimo.

Alla fine del XVIII secolo il luogo sul quale sorge l’attuale grattacielo era compreso nel terreno della fattoria di proprietà di un certo John Thompson, che includeva anche un piccolo lago soprannominato Sunfish Pond.

Nel 1827 l’intera proprietà fu acquistata dalla famiglia Astor, che vi fece costruire la propria residenza.

Nel corso dell’Ottocento i discendenti degli Astor fecero costruire accanto alla loro dimora anche il primo grande albergo della città, nominandolo Waldorf Astoria.

Nella primavera del 1929 il prestigioso albergo, chiuse però i battenti per trasferirsi nell’attuale sede al 301 di Park Avenue.

Il complesso di edifici che ospitavano l’albergo venne acquistato nell’estate dello stesso anno da un gruppo di imprenditori formato da un ex dirigente della General Motors di nome John Jakob Raskob e da altri illustri personaggi della finanza cittadina; insieme formarono la Empire State Corporation nominando presidente Alfred E. Smith, ex governatore dello stato di New York.

Il progetto per la realizzazione del nuovo edificio fu affidato allo studio Lamb & Harmon che produsse i disegni definitivi di un edificio in stile art déco in appena due settimane e la destinazione d’utilizzo del nuovo edificio fu da subito quella commerciale, con l’intento di ospitare i numerosi uffici delle crescenti attività della città.

Il progetto iniziale prevedeva un’altezza inferiore di soli 80 piani, un limite mai superato fino ad allora da nessun edificio, ma l’agguerrita competizione innescata dal vicino Chrysler Building, portò tuttavia a variare il progetto in corso d’opera, con l’aggiunta di ulteriori piani e del pennone sommitale, che portò l’edificio al totale di 103 piani.

Il cantiere di quello che sarebbe diventato il più alto grattacielo del mondo aprì il 24 settembre del 1929, con lo smantellamento di tutti gli edifici che componevano il vecchio Waldorf Astoria.

Il 17 marzo del 1930 si iniziò a lavorare all’assemblaggio della struttura di acciaio, che venne completata il 19 settembre, dopo appena 23 settimane e con un anticipo di dodici giorni rispetto alle previsioni.

I lavori di completamento proseguirono altrettanto rapidamente al ritmo di quattro piani a settimana impiegando circa 3.400 operai, in gran parte immigrati italiani e irlandesi, affiancati da una cospicua minoranza di nativi Mohawk provenienti dalla riserva canadese di Kahnawake, assunti per la loro ottima capacità di equilibrio anche a considerevoli altezze; tuttavia il cantiere dovette registrare il decesso di sei operai durante i lavori.

Per la sua efficiente organizzazione e per la tecnologia all’avanguardia utilizzata, il cantiere venne visitato da molti esperti del settore e studenti universitari di molti paesi.

Il nome venne scelto in onore dello stato di New York, storicamente noto come Empire State, ma probabilmente fu suggerito anche dalla curiosa coincidenza con il nome della cava dell’Indiana da dove proveniva la pietra utilizzata per il rivestimento esterno, chiamata Empire Mill Land.

La cerimonia di inaugurazione fu un evento solenne e si tenne, come previsto, il 1º maggio 1931 alla presenza del sindaco Jimmy Walker, del governatore dello stato di New York Franklin D. Roosevelt, del presidente della Empire State Building Corporation Alfred Smith e del presidente degli Stati Uniti d’America Herbert Hoover, che da Washington accese personalmente l’illuminazione del grattacielo tramite un collegamento via radio con la Casa Bianca.

L’edificio passò alla storia per i suoi primati: il grattacielo più alto del mondo, quello costruito più velocemente e il primo ad avere più di cento piani, divenendo presto uno dei simboli di New York e dell’America stessa.

L’evento inaugurale culminò con un pranzo dall’ottantacinquesimo piano che venne ricordato come «il pranzo più alto del mondo», mentre il giorno successivo l’edificio aprì ufficialmente al pubblico.

Malgrado il ragguardevole risultato raggiunto, nel periodo immediatamente successivo alla sua costruzione, in piena grande depressione, gli uffici rimasero quasi interamente vuoti, costringendo la proprietà a far accendere alcune luci al suo interno per evitare che ciò si capisse; questo inutile stratagemma valse al grattacielo l’ironico soprannome di Empty State Building.

L’apertura di un osservatorio posto al penultimo piano e l’accesso al pubblico della grande terrazza dell’ottantaseiesimo piano lo fecero diventare una delle maggiori attrazioni turistiche; successivamente nei locali interni adiacenti ad essa venne anche realizzata una cappella dove era possibile sposarsi.

Nel 1933 l’edificio godette finalmente di una prima, vera notorietà mediatica, quando fu scelto come luogo ipotetico per la scena finale del celebre film King Kong, nel quale il gigantesco animale, aggrappato al pennone dell’edificio, è intento a combattere contro gli aerei che gli danno la caccia.

Nel corso degli stessi anni cinquanta venne installato un primo impianto di illuminazione esterna a partire dal settantaduesimo piano e al pennone sommitale vennero aggiunte antenne e ripetitori per le trasmissioni televisive.

Dopo trentasei anni l’Empire State Building perse il primato di edificio più alto del mondo in favore della torre di Ostankino completata a Mosca nel 1967, in piena guerra fredda.

Inoltre nel 1973 le Torri Gemelle del World Trade Center gli tolsero anche il primato del grattacielo più alto di New York, tuttavia esso è rimasto uno dei simboli più riconoscibili della città e con la sua cima illuminata, scandisce tuttora immancabilmente i maggiori eventi cittadini, nazionali e mondiali.

Nel 1981 l’edificio fu iscritto nel National Historic Landmark Program e pertanto da allora è considerato monumento nazionale.

In seguito al drammatico crollo delle Torri Gemelle negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, l’Empire State Building tornò ad essere l’edificio più alto di New York.

Il riconquistato primato newyorkese fu nuovamente infranto nel 2014, quando venne inaugurato il One World Trade Center, sempre a New York.

L’edificio ospita esclusivamente locali commerciali di uffici, tra cui circa una quarantina di studi televisivi e radiofonici di emittenti private, una filiale della Bank of America, alcuni negozi, un supermercato e mezza dozzina di ristoranti e caffetterie.

Dalla terrazza dell’ottantaseiesimo piano del grattacielo è possibile osservare un vasto panorama a 360 gradi della città e in giornate particolarmente limpide, è possibile vedere addirittura i territori dei quattro stati confinanti: Massachusetts, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania.

 

 

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