Il parco nazionale delle Great Smoky Mountains, è un’area naturale protetta che comprende le Great Smoky Mountains e parte delle Blue Ridge Mountains, che fanno parte dei monti Appalachi.

Il confine tra Tennessee ad ovest e Carolina del Nord ad est, corre proprio lungo la linea mediana del parco.

Il National Park Service voleva a tutti i costi un parco negli Stati Uniti orientali, ma non voleva spendere troppi soldi per fondarne uno.

Nonostante il Congresso avesse infatti autorizzato il parco già nel 1926, i terreni non erano di proprietà dello Stato, il che ne impediva la creazione.

Pertanto John Davison Rockefeller jr contribuì moltissimo al progetto, con cinque milioni di dollari, il governo poi ne aggiunse altri due e gli abitanti fecero il resto.

Il parco venne così istituito il 15 luglio 1934 ed ufficialmente aperto al pubblico dal presidente Franklin D. Roosevelt nel 1940.

Nel 1976 venne nominato riserva della biosfera e nel 1983 inserito nei siti facenti parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Copre una superficie di 2.110 km², il che lo rende uno dei parchi più estesi degli Stati Uniti orientali, inoltre con i 9,3 milioni di visitatori raggiunti soltanto nel 2006, è considerato anche il più visitato degli Stati Uniti.

All’interno del parco vi sono ben 16 montagne che superano i 1.800 metri, delle quali la cima più alta è quella del Clingmans Dome, che raggiunge i 2.025 metri e anche diverse cascate.

Le foreste ricoprono l’area quasi per intero, con alcuni alberi che risalgono a prima della colonizzazione europea e il clima qui è di solito caratterizzato da un’umidità molto elevata, con abbondanti precipitazioni, tanto che è definita la zona più piovosa degli Stati Uniti, escludendo però il nord-est e l’Alaska.

Il parco ha una flora e una fauna molto ricche, infatti circa 10.000 sono le specie di piante ed animali riconosciute e si stima che addirittura altre 90.000 siano al momento non documentate ma presenti.

Nelle foreste delle pianure si trovano alberi decidui, mentre a grandi altezze le foreste decidue lasciano il posto alle conifere, come l’abete di Fraser.

Per quanto riguarda la fauna, dobbiamo in particolare evidenziare una folta popolazione di orsi neri baribal, di cui si contano almeno 1.800 esemplari e dal 2001 sono stati reintrodotti anche i cervi wapiti.

Il parco contiene numerose attrazioni storiche, di cui la meglio conservata, nonché la più famosa e visitata, è Cades Cove, una vallata con numerosi edifici storici tra cui capanne per la legna, granai e chiese.

Vi sono anche numerosi sentieri sterrati ideali per coloro che sono appassionati di escursionismo e vogliono godersi la vista di panorami stupendi immersi nella natura.

Oltre all’escursionismo, vi è anche la possibilità di poter campeggiare in uno dei tanti rifugi sparsi nella zona, ma per il loro utilizzo è necessario un permesso apposito, che solitamente è della durata di una sola notte.

Per non parlare poi di altre attività come la pesca, anche se viene rigorosamente regolamentata, l’equitazione su determinati percorsi e per finire il ciclismo, con possibilità di noleggio bici.

Dobbiamo aggiungere che prima dell’arrivo dei coloni europei, la regione ospitava gli indiani Cherokee.

I bianchi iniziarono ad insediarsi a cavallo tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo e nel 1830 il presidente Andrew Jackson firmò l’atto di rimozione degli indiani, iniziando così il processo che alla fine provocò purtroppo l’allontanamento forzato di tutte le tribù indiane dall’est del Mississippi a quello che ora è l’Oklahoma.

Molti Cherokee se ne andarono, ma alcuni, guidati dal capo guerriero Tsali, si nascosero proprio tra le Great Smoky Mountains, tanto che alcuni discendenti ancora vivono nella riserva Qualla, che si trova nella parte meridionale del parco.

Non appena i bianchi si stabilirono qui, l’industria del legname divenne la più fiorente della regione.

Il taglio indiscriminato della foresta però stava distruggendo la bellezza naturale della zona; per tale motivo turisti ed abitanti fecero una raccolta fondi al fine di preservarne l’aspetto.

Un luogo unico e spettacolare, impossibile da non apprezzare!

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